Uno degli aspetti più discussi e causa di divisione all’interno del Corpo di Cristo, e’ la teoria della giustificazione attraverso la fede (sola fide).
La Chiesa Cattolica, con il Decretum de Iustificatione proclamato dal Concilio di Trento (1) e ancora fondamento del Catechismo, lancia un anatema a chiunque sostenga che l’empio sia giustificato dalla sola fede.
Montagne di volumi sono stati scritti da chi e’ pro o contro questa dottrina, a mio modesto parere la cosa e’ assai semplice per chiunque da’ credito solo ed esclusivamente alla Parola di Dio, la Bibbia.
I riferimenti alla giustificazione attraverso la fede sono diversi, il primo nel Nuovo Testamento e’ nel Vangelo secondo Giovanni, e chi parla e’ il Signore Gesù:
- “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. … Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio“ (Giovanni 3: 16,21)L’affermazione di Gesù Cristo viene ripresa dall’apostolo Paolo nella lettera alla chiesa di Efeso:
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“Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.
Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.” (Efesini 2:18-10)
Questo passaggio indica a chiare tinte che la salvezza:
- e’ un dono della grazia di Dio;
- si ottiene mediante la fede, non attraverso le opere;
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le opere buone sono conseguenza della rinascita in Cristo Signore.
Ora, se consideriamo che tutti gli uomini tranne Cristo Gesù sono stati, sono e saranno peccatori, la Chiesa Cattolica ha un serio problema, perché l’anatema del Concilio di Trento di fatto si rivolge contro Gesù Cristo, gli apostoli Paolo e Giovanni, nonché lo Spirito Santo, ispiratore delle Sacre Scritture.
Infatti, altri riferimenti alla giustificazione attraverso la sola fede, si trovano sia nelle lettere di Paolo ai Romani, ai Corinzi e ai Filippesi:
- e’ un dono della grazia di Dio;
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“Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede.” (Romani 1:16-17)
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“A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito; a chi invece non lavora (commette opere), ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. ” (Romani 4:4-5)
- “Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà egualmente accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. ” (Romani 4:22-25)
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“Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.” (Romani 5:18-19)
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“Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1 Corinzi 1:30)
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“e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede.” (Filippesi 3:9)
E ancora nella prima lettera di Giovanni:
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“Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto”. (1 Giovanni 2)
Come abbiamo visto in uno studio precedente, il Vaticano sostiene che la Bibbia non e’ sufficiente a guidare i fedeli, a questa bisogna aggiungere la “sacra tradizione” della Chiesa Cattolica .
Che impone, ai fini della salvezza, una serie di rituali paragonabili alle raccolte premio di molti prodotti di consumo: la liturgia, i rituali, i sacramenti, che traggono le loro origini da fondamenti antibibilici, perlopiù da tradizioni e pratiche pagane.
Il risultato e’ un rapporto con Dio di meticolosa operosità , basata più sull’amor proprio che verso Dio e il prossimo: il compimento di opere per colmare un debito che in realtà non esiste, perche il sacrificio é stato pagato una volta per tutte da Cristo Nostro Signore sulla croce.
Al contrario, l’unicità della Nuova Alleanza in Cristo Signore, sta nel fatto che non dobbiamo più preoccuparci di ottenere la salvezza, bensì di conoscere la volontà, il cuore del Padre attraverso Gesù.
Non é il terrore della dannazione che deve governare il nostro rapporto con Lui e con il nostro prossimo, ma un amore privo di condizioni, il cui prodotto naturale sono opere buone, che scaturiscono dal desiderio di fare quello che piace al Signore: amarlo con tutto il nostro cuore e la nostra mente (Deuteronomio 6:5) e amare il prossimo come noi stessi (Levitico 19:18).
Riferimenti
(1) Si quis dixerit sola fide impium justificari, ita ut intelligat nihil aliud requiri, quod ad justificationis gratiam consequendam cooperetur, et nulla ex parte necesse esse eum suae voluntatis motu praeparari atque disponi; anathema sit . Sess. VI. De Justificatione, Canon. IX . — Vana haec et ab omni pietate remota fiducia . Ibid. Decretum de Iustificatione, cap. IX