Tra gli aspetti più controversi all’interno della chiesa cristiana, spicca il culto dei santi e di Maria, madre di Gesù. Che vengono invocati come intercessori in preghiera e venerati in forma di immagine, ai limiti – se non oltre – dell’idolatria.
Dalla consapevolezza che dobbiamo mettere sotto esame ogni cosa, tenendo ciò che è buono (1), analizziamo cosa hanno da dire le Sacre Scritture in merito, ovvero se è lecito rendere culto ad altri all’infuori di Dio, soprattutto se le preghiere di intercessione possono essere rivolte a santi e Maria.
In primo luogo, chi sono i santi? Secondo la Bibbia ogni cristiano è un santo e ammesso che vi siano stati fratelli e sorelle in Cristo, che si sono avvicinati più di altri alla sua immagine, nessuno di loro ha mai potuto raggiungere la sua assoluta perfezione.
Infatti, Il soggetto principale della Sacra Bibbia dalla Genesi fino all’Apocalisse, è solo uno: Gesù Cristo, il creatore di ogni cosa, incarnatosi in forma umana.
Oltre alle profezie su Cristo, più di trecento, la Bibbia rivela il nostro Salvatore attraverso continue rappresentazioni simboliche, personaggi, fatti e oggetti, tutti ad annunciare Nostro Signore Gesù Cristo e la sua unica, perfetta, completa e insostituibile opera di Redenzione.
Non viene mai fatto alcun riferimento ad altri come punto di collegamento tra gli uomini e Dio, nel Nuovo Testamento è il Cristo in persona a precisare che è Lui l’unica via di accesso al Padre, sia per quanto concerne la salvezza che la preghiera:
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“Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6)”
Provenendo la domanda da Tommaso, l’apostolo che aveva la continua necessità di prove materiali, e non essendoci osservazioni aggiuntive da parte di Gesù, questa affermazione potrebbe essere sufficiente a fugare ogni perplessità. Per maggiore chiarezza, Cristo lo ripete, sempre nel Vangelo secondo Giovanni:
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“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo“. (Giovanni 10:9)
Questo concetto viene espanso e approfondito dagli apostoli nelle loro lettere ai Romani e agli Ebrei:
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Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? (Romani 8:34)
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Per questo, Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore. Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore. (Ebrei 7:22-25)
Da questi passaggi si ha la conferma che Gesù Cristo è il nostro intercessore, la sua unicità in tale ruolo viene confermata nella lettera a Timoteo:
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Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù (1 Timoteo 2:5)
Questa dichiarazione dell’apostolo Paolo, ribadisce le affermazioni di Cristo Signore con cui si proclama l’unica via di accesso al Padre.
Ancora, negli Atti degli Apostoli, e’ Pietro che afferma, riferendosi a Nostro Signore Gesu’ Cristo:
- In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (Atti degli Apostoli 4:12)
Ma se le scritture sostengono che Cristo è il solo e unico mediatore tra uomini e Dio, quali possono essere i motivi per cui si cerca la mediazione attraverso soggetti diversi da Lui?
È forse Gesù troppo occupato?
Egli è il creatore dell’universo, ha creato tutto dal nulla (2). Non è un politico indaffarato né tanto meno Babbo Natale, per cui non ha bisogno di assistenti per svolgere le sue pratiche.
Essendo nulla impossibile per Lui, logicamente non c’è alcun bisogno di rivolgersi ad altri.
I santi sono più simili a noi, ci possono capire meglio
Di tutti gli uomini o donne esistiti sulla terra, nessuno ha potuto né potrà conoscere allo stesso tempo e completamente, sia gli uomini che Dio. Eccetto uno: il Signore Gesù Cristo.
Che si è volontariamente abbassato al livello inferiore all’ultimo degli uomini, ha servito il mondo intero divenendo sberleffo del mondo che Lui ha servito.
Ha conosciuto la gioia, il dolore, la fame e la sete, le ingiustizie e i tradimenti. Non c’è sofferenza che Egli non abbia patito, né tentazione che lo abbia messo alla prova fino alla sua morte, dalla quale è uscito vittorioso in quanto privo di ogni peccato e con la conquista della salvezza per noi peccatori.
Oltre a tutto questo, Lui conosce ogni nostro pensiero, anche in anticipo (3).
Quale è allora il motivo per cui cerchiamo di arrivare a Dio tramite altre vie? È forse Cristo troppo perfetto per associarlo a noi? Questo conferma che quelli che sono stati dichiarati santi, non sono stati perfetti al contrario di Lui .
Gli è forse impossibile esaudire le nostre richieste?
Assolutamente no, a Dio tutto è possibile e Cristo Gesù promette che ogni preghiera che gli rivolgiamo verrà esaudita:
- “Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò“
(Giovanni 14:13-14) - “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto“
(Matteo 7:7)
Se non vediamo esaudirsi una nostra richiesta, il quesito che dobbiamo rivolgerci è che cosa stiamo chiedendo, come la stiamo chiedendo e se siamo in condizione di farlo.
Per quanto riguarda l’oggetto della preghiera, l’istanza, dal punto di vista biblico, non deve essere volta a soddisfare nostri desideri o esigenze terrene, siano esse di salute, soldi, amore, successo.
Seppure spinti da buone intenzioni, desiderando il bene di altre persone o di noi stessi, spesso chiediamo cose che sarebbero contro gli interessi in prospettiva eterna che Dio ha per noi.
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Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già quello che gli abbiamo chiesto. (1 Giovanni 5:14-15)
E in merito alla modalità e i tempi, con cui le preghiere vengono rivolte, Gesù Cristo ci invita a non desistere se una richiesta non viene esaudita immediatamente:
- “Io altresì vi dico: Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11:9)
Quindi è la perseveranza, l’insistenza che portano a esaudire le nostre richieste, che devono avere come fine unico ed ultimo il Regno di Dio.
Questo non ci vieta di pregare con il fine di ottenere guarigioni, un buon lavoro o quant’altro sia materiale. Bisogna però tener conto che siamo nella stessa condizione di un bambino che implora i genitori affinché gli diano la merenda quando la cena è prossima. Se la richiesta viene esaudita, rischiamo di perderci il meglio.
So che è difficile ragionare lontanamente dalle nostre necessità quotidiane, ma dobbiamo tenere a mente che Dio ha un piano per il nostro futuro, qualsiasi sofferenza possiamo patire nell’immediato è un granello di sabbia in confronto all’infinito.
In realtà molti si ritrovano a pregare i santi per ottenere ciò che Dio non ci darebbe normalmente, perché non in linea con quello che giudica giusto per la nostra crescita spirituale. Questo è un terreno estremamente pericoloso, per una serie di motivi:
Il primo, è che sia Maria che i santi erano umani, quindi limitati, solo Dio è in grado di ascoltare simultaneamente i pensieri di tutti gli uomini:
“se uno qualunque oppure tutto Israele tuo popolo, dopo avere provato il rimorso nel cuore, ti prega o supplica con le mani tese verso questo tempio, tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora, perdona, intervieni e rendi a ognuno secondo la sua condotta, tu che conosci il suo cuore – tu solo conosci il cuore di tutti i figli degli uomini” (2 Re 8:38-39)
Il secondo sta nel fatto che solo Gesù è risorto, tutti gli altri stanno dormendo in attesa della seconda venuta di Cristo (4), compresa Maria di cui non esistono documenti comprovanti la sua presunta ascensione.
Il terzo punto è che il dialogo con i defunti, ammesso che sia possibile, è una pratica pagana più volte definita un’abominazione dal Signore:
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Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano.
Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia;né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te” (Deuteronomio 18:9-12)
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“Quando vi diranno: “Interrogate gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi dei? Per i vivi consultare i morti?”, attenetevi alla rivelazione, alla testimonianza. Certo, faranno questo discorso che non offre speranza d’aurora” (Isaia 8:19).
La logica considerazione, alla luce di quanto visto finora, mostra che Gesù’ Nostro Signore ha detto di rivolgerci a lui e a lui solo, essendo unico e solo intercessore presso il Padre.
Pregando i santi e Maria ci si rivolge a persone defunte e senza il potere di ascoltarci.
Se poi un risultato lo otteniamo, l’unica spiegazione è che il demonio ci vuole fare credere che è giusto quello che stiamo facendo, ovvero rivolgerci a soggetti diversi da Dio.
Poiché la sua unica motivazione è l’odio verso Dio e verso ogni uomo, con l’inganno – di cui è maestro – tenta continuamente di distogliere l’attenzione da Dio e di allontanarci con ogni mezzo. Impersonando i mediatori che scegliamo a seconda delle nostre esigenze, ottiene il risultato di vanificare il sacrificio di Cristo sulla Croce e conduce gli ignari verso un rapporto sterile con Dio se non alla perdizione totale.
Non riconoscendo il Signore Cristo Gesù come unico mediatore tra noi e il Padre, commettiamo il grande errore di non dargli il dovuto credito e la gloria, e aumentiamo il potere di Satana in questo mondo di cui è il principe (5).
Riferimenti
1) 1 Tessalonicesi 5:21
2) Vangelo s. Giovanni 1:1-3,10
3) Salmo 139:1-18
4) Lettera di Paolo ai Tessalonicesi 4:14-17
5) Vangelo s. Giovanni 14:30